 Lo
Studio fotografico Bandieri (1917-1981)
Rilevata l'attività dall'ultimo dei figli del fotografo
Giuseppe Vivi, Eriberto, Benvenuto Bandieri, dopo aver lavorato
alle dipendenze di Umberto Orlandini, avvia nel 1917 nella sede
di via Zono n. 8, il proprio Studio che proseguirà con
il figlio William fino al 1981.
L'attività dello Studio Fotografico Bandieri fin dall'inizio
si estende oltre la normale routine della committenza privata
e, mentre trascura il ritratto, si specializza in foto di macchinari
e prodotti industriali che le aziende della provincia cominciano
ad utilizzare per i loro campionari di vendita.
Riceve un notevole impulso, durante il periodo fascista, anche
dalla committenza pubblica: con un organico decisamente più
ridotto rispetto allo Studio Orlandini (il suo resta per così
dire uno studio artigianale che non supera i cinque dipendenti),
documenta soprattutto i mutamenti urbanistici della città
durante il Ventennio, ma anche le iniziative e le attività
del Comune. Le manifestazioni pubbliche, politiche, religiose,
sportive, divengono tra gli anni Venti e gli anni Quaranta,
una parte importante dell'attività che a partire dal
1930 si arricchisce del contributo del figlio di Benvenuto,
William. Nel 1958, alla morte di Benvenuto, lo Studio cambia
ragione sociale mentre cessa definitivamente l'attività
il 30 settembre 1981.
L'anno successivo l'intero archivio, ricco di oltre 100.000
negativi su lastra e pellicola, viene acquistato insieme all'attrezzatura
fotografica da Giuseppe Panini. |
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Bandieri Benvenuto
(Modena, 20 gennaio 1887 - Modena, 27 febbraio 1958)
Nato a Modena il 20 gennaio 1887, all'età di 23 anni
è alle dipendenze dello Studio Orlandini condotto da
Umberto: deve avere già una certa esperienza non solo
come "ritoccatore" (mestiere con cui si iniziava solitamente
l'apprendistato) ma anche come "operatore" e "sorvegliante
degli altri operai" come è scritto sul contratto
di assunzione concluso nel 1910 con uno stipendio piuttosto
elevato e la partecipazione in minima parte agli utili dell'azienda.
Prosegue, integrandolo e aggiornandolo, l'accurato censimento,
già intrapreso dagli Orlandini, del patrimonio artistico
di Modena e provincia (riproduzioni di opere pittoriche scultoree
e architettoniche) e a partire dal 1924 anche riprese aeree,
della "fisionomia del paesaggio urbano e rurale" da
utilizzare per cartoline, guide, libri d'arte o turistici. Notevole
è il lavoro di rilevamento dei danni subiti dai monumenti
e i palazzi della città all'indomani dei bombardamenti
del 1944. |
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Bandieri William
(Modena, 20 luglio 1911 - Modena, 9 gennaio 1983)
Segue diciottenne le orme del padre iniziando l'attività
di fotografo nello Studio Bandieri e continuando ad operare
nei tradizionali settori di attività già avviati:
foto industriale, riproduzioni di opere d'arte, mutamenti urbanistici
e documentazione della cronaca cittadina, aggiornando le sue
tecniche e consolidando la committenza pubblica e privata. La
sua attività prosegue per mezzo secolo terminando appena
due anni prima della morte, avvenuta nel 1983 all'età
di 72 anni.
Bibliografia
Capizzi Enzo, Colombini Elis - Appunti
per una storia della fotografia a Modena tra le due guerre
- Elis Colombini Editore, Modena, 1986 |
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