|
Dal 29 marzo al 24 maggio il Fotomuseo Giuseppe
Panini di Modena espone all'ex ospedale modenese Sant'Agostino
oltre 100 scatti della seconda metà dell'800 che illustrano
la conquista delle cime più alte: da quelle europee alle asiatiche,
alle indiane e africane. Foto dalla collezione Fineschi realizzate
da grandi alpinisti-fotografi come Vittorio Sella e il Duca
degli Abruzzi Pionieri dell'alpinismo e della fotografia.
La mostra "La montagna rivelata. Fotografie dell'Ottocento
dalla collezione Fineschi" presenta una selezione di oltre
100 foto antiche, scelte tra le più suggestive per soggetti,
tecniche e completezza della documentazione, scattate da una
trentina di fotografi-alpinisti alla metà dell'800. La rassegna,
realizzata dal Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena in collaborazione
con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, verrà
allestita nei rinnovati locali dell'ex ospedale Sant'Agostino
e sarà aperta al pubblico dal 29 marzo al 24 maggio. La mostra
e il relativo catalogo (bilingue, edito da Skira) sono a cura
Chiara Dall'Olio, direttrice del Fotomuseo Panini,
con testi dello storico della montagna Giuseppe Garimoldi
e una presentazione di Giovanni Gozzini docente di
Storia Contemporanea presso l'Università di Siena. In un itinerario
espositivo diviso geograficamente dall'Europa verso Oriente
sono esposte per la prima volta foto di percorsi e vette delle
catene più alte del mondo, dalle Alpi ai Pirenei, al Caucaso,
all'Himalaya, al Karakoram. Le prime avventurose salite, i
ghiacciai, i crepacci, le vallate scoscese, le tempeste e
le cime innevate, restituite attraverso immagini che, nell'intento
degli autori, volevano essere impersonali e scientifiche,
ma che tradiscono ancora l'ammirazione romantica per gli spettacoli
naturali più maestosi e sublimi. "La montagna rivelata" mette
in mostra le fotografie, vero diario di bordo, di grandi alpinisti-fotografi
come Vittorio Sella, il Duca degli Abruzzi Luigi
Amedeo di Savoia, George Sommer, i fratelli Bisson, i fratelli
Charnaux, Adolphe Braun, George Tairraz, George Dixon Abraham,
Farnham Maxwell Lyte, Samuel Bourne, ma anche tanti altri,
ancora da identificare o noti fino a oggi soprattutto agli
specialisti. La mostra documenta ampiamente l'epopea ottocentesca
delle prime spedizioni geografiche organizzate non solo da
istituzioni e governi degli Stati europei - come quella dei
fratelli Bisson che nel 1859 ebbero l'incarico di documentare
le Alpi della Savoia quando la regione fu ceduta da Vittorio
Emanuele II a Napoleone III - ma anche da alpinisti-esploratori
appassionati. Tra questi Vittorio Sella, che tra il
1880 e il 1893 fece ammirare i suoi scatti delle Alpi in tutta
Europa. Sella partecipò anche come fotografo all'ultima spedizione
nel Caucaso organizzata da Douglas Freshfield, avvocato, scrittore
e alpinista, presidente dell'Alpine Club e segretario onorario
della Royal Geographic Society e in seguito tornò ancora sulle
cime del Caucaso nel 1890 e nel 1896, e nel 1899 di nuovo
con Freshfield in Sikkim sul Kanchenjunga. Vittorio Sella
fu inoltre il fotografo delle spedizioni organizzate da Luigi
Amedeo di Savoia, Duca degli Abruzzi, appassionato alpinista,
nel 1897 in Alaska al Monte Sant'Elia, nel 1906 in Africa
sul Ruwenzori e nel 1909 nel Karakoram. Già a partire dal
1860 la maestosità della catena dell'Himalaya era stata rivelata
al mondo dalle fotografie di Samuel Bourne, mentre
solo negli anni Venti del Novecento si compirono i primi tentativi,
falliti, di conquista dell'Everest, organizzati dal Mount
Everest Comittee (1921, 1922, 1924), fino alla conquista nel
1931 del Kamet (7756 m.), la montagna più alta violata fino
ad allora, da parte dell'alpinista e fotografo Francis
Sydney Smythe.
Le foto in mostra, oltre al racconto dei viaggi e dei luoghi,
testimoniano le sperimentazioni tecniche messe in atto da
ogni fotografo, in un'epoca nella quale ancora non esistevano
procedimenti standardizzati, alla ricerca della resa migliore
non solo della definizione dell'immagine e della luce ma anche
della sensazione dell'aria ghiacciata, del vento, delle nuvole
in movimento. Ne risultano vedute declinate in tutte le variazioni
possibili: dall'imponenza sublime delle vette, alla purezza
abbagliante dei ghiacciai, dall'intimità delle poche presenze
umane, alla poeticità di certe vallate, piccoli laghi, fiordi.
La collezione Fineschi, ricca di quasi 300 immagini,
si sviluppa a cavallo fra Otto e Novecento, raccoglie le opere
di circa trenta alpinisti-fotografi fra i più significativi
del panorama europeo, ed è corredata dai resoconti delle loro
spedizioni pubblicati in importanti quanto rari volumi, alcuni
dei quali visibili in mostra. Un sistema touch screen
rende possibile sfogliare questi volumi per far comprendere
al pubblico il primo scopo e utilizzo delle fotografie esposte.
"La montagna rivelata: Fotografie
dell'Ottocento dalla collezione Fineschi"
A cura di
Chiara Dall'Olio
Inaugurazione
sabato 28 marzo ore 17.30
Periodo
29 marzo- 24 maggio 2009
Luogo
Modena, ex ospedale Sant'Agostino, via Emilia Centro 228
Orari
martedì - domenica 11-19
Ingresso
gratuito
Catalogo
Skira, 136 pagine, 35 euro (gratuito per i sostenitori
Fotomuseo 2009)
Con testi di: Chiara Dall'Olio, Giuseppe Garimoldi,
Giovanni Gozzini
Ufficio stampa
MediaMente Comunicazione
059.347027 stampa@contestoweb.com
|