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Franco Vaccari
Opere 1955-1975 (2 dicembre
2007-17 febbraio 2008) Prorogata fino al 2 marzo |
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English version
Dato il grande successo di pubblico della mostra Franco Vaccari.
Opere 1955/1975, la Galleria Civica di Modena e il Fotomuseo Giuseppe
Panini, copromotori dell'evento insieme alla Fondazione Cassa
di Risparmio di Modena, hanno deciso di prorogare l'apertura al
pubblico della personale dedicata al grande artista modenese,
punto di riferimento nel mondo dell'arte dalla sua partecipazione alla
Biennale di Venezia del 1972, fino a domenica 2 marzo 2008.
Sono circa 10 mila le presenze fino ad ora registrate e comprendono
i visitatori della mostra, i partecipanti alle visite guidate,
ai laboratori di Mail Art a cura del Fotomuseo
Giuseppe Panini, i ragazzi delle scuole di primo e secondo
grado di Modena
che hanno preso parte all'iniziativa Under
18, a cura di Sonia Fabbrocino, e i bambini delle scuole materne
ed elementari che hanno frequentato i laboratori didattici organizzati in collaborazione con il
Settore Istruzione del Comune di Modena e Memo.
Curata da Luca Panaro e da Roberta Russo, organizzata e prodotta
dal Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena, dalla Galleria
Civica di Modena e dalla Fondazione
Cassa di Risparmio di Modena,
la mostra è ospitata in due diverse sedi, Palazzina
dei Giardini, corso Canalgrande, e Fotomuseo
Giuseppe Panini, via Giardini 160, entrambe a Modena. In mostra, tra le altre, alcune importanti opere inedite che
prevedono la partecipazione dei visitatori.
Palazzina
dei Giardini
La prima tappa di questo viaggio/mostra è un incontro
con il nuovo, con una "esposizione in tempo reale" (espressione
coniata da Vaccari) realizzata ad hoc per la mostra modenese,
la numero 37 intitolata: C'ero anch'io 2007. Una photomatic
all'ingresso della Palazzina dei Giardini che scatta per
chiunque lo voglia una strip di foto corredate di tutti gli
elementi (occasione, luogo, data) che contestualizzano lo
scatto e certificano un momento di esistenza. "La fotografia
- scrive Vaccari - può essere vista come una forma
di protesi che viene in soccorso della memoria proprio quando
il senso dell'io nel tempo della globalizzazione tende a
perdere di consistenza".
Quest'opera si colloca al centro del percorso espositivo
allestito alla Palazzina dei Giardini. L'ala di sinistra
dell'antica serra ducale ospita invece le opere degli esordi,
il corpus di fotografie inedito intitolato Radici e realizzato
tra il 1955 e il 1965. Alcune decine di istantanee che documentano
la città, i suoi abitanti, i suoi riti; una serie
di flash (ogni fotografia si illuminerà soltanto al
passaggio del visitatore) che Vaccari ha usato come schermi
su cui fissare esperienze di altri, accorgendosi ben presto
di come lo strumento fotografico non sia fedele rispetto
alla realtà ma anzi possieda una capacità di
registrazione e di percezione superiore all'occhio, quasi
una sorta di "inconscio tecnologico" secondo una
definizione dell'artista stesso.
Pochi anni dopo gli ultimi scatti di Radici Franco Vaccari
comincia a negare il punto di vista classico di chi realizza
immagini fotografiche: fra il 1967 e il 1968 fotografa La
città vista a livello di cane, serie con la quale
prosegue il percorso. "Fra i tanti automatismi che entrano
in gioco quando si scatta una fotografia - spiega l'artista
- c'è anche quello di fare tutte le riprese ad altezza
d'uomo. Per liberarmi da questa abitudine ho cercato di immedesimarmi
in un cane per vedere con i suoi occhi e ho abbassato la
macchina dai soliti 170 centimetri ai 50".
Ancora protagonisti gli animali nel video I cani lenti dove
alcuni randagi sono stati ripresi al rallentatore, una modalità che
mostra l'interazione fra la macchina da presa e gli animali
che si sentono osservati.
Dai viaggi della memoria a Trip lucido, esposizione in tempo
reale n° 12, un lavoro storico di Vaccari realizzato
nella torre di Graz nel 1975 e "reinstallato" per
l'occasione.
Fotomuseo Giuseppe Panini
E
sarà da qui che il visitatore partirà per
un viaggio reale all'altra sede espositiva, il Fotomuseo
Giuseppe Panini, dove ad accoglierlo ci saranno tre video:
Nei sotterranei, Ventoscopio e Piloro. Ancora materiale inedito
per un altro corpus fotografico intitolato Isola di Wight
del 1970. Un reportage particolare e innovativo perchè ancora
una volta Franco Vaccari ha voluto che prevalesse l'automatica
capacità del mezzo fotografico di registrare le dinamiche
dei comportamenti piuttosto che i condizionamenti dell'autore. "Quando
dopo una notte passata all'addiaccio mi incamminai per documentare
il risveglio dell'accampamento del pubblico del concerto
- scrive Vaccari - mi resi conto di appartenere ad una cultura
estranea a quella dell'evento a cui stavo partecipando. Quindi
per liberarmi dai miei condizionamenti mentali decisi di
aggirarli mettendo in atto un automatismo: quello di scattare
una foto a destra e una a sinistra ogni cento metri".
Ancora in gran parte inedite, le opere che raccontano alcuni
viaggi minimi di Franco Vaccari, come Viaggio+Rito, esposizione
in tempo reale n° 2, che documenta con l'aiuto di due
fotografi dotati di polaroid tutti gli istanti del viaggio
di Franco Vaccari dalla stazione di Modena fino all'arrivo
alla Galleria 2000 di Bologna, dove l'artista inizia ad appendere
le foto del suo viaggio e dei visitatori che man mano arrivavano. "Chi
era venuto per assistere veniva incorporato, moltiplicato,
registrato, bloccato in istanti irripetibili e questo distruggeva
lo spazio della contemplazione per aprire quello dell'azione".
Un altro viaggio minimo è Omaggio all'Ariosto, dove
Vaccari, invitato a Ferrara all'omonima mostra dedicata al
poeta, ha percorso lo stesso cammino che fece il poeta a
piedi da Carpi a Ferrara, scattando polaroid, incollandole
alle cartoline dei paesi attraversati e inviandole per posta
a Palazzo dei Diamanti.
Ad accompagnare la mostra il libro "FRANCO VACCARI.
Fotografie 1955/1975" edito da Baldini Castoldi Dalai
(Milano, 2007). Si tratta di un volume di 176 pagine con
un repertorio fotografico di oltre 245 immagini, bilingue,
con un testo di Angela Madesani insieme agli interventi dei
curatori della mostra e di Angela Vettese.
Franco Vaccari è nato
a Modena nel 1936, dove vive e lavora.
Compie studi di tipo scientifico laureandosi in Fisica. Vaccari
utilizza il video e la fotografia per documentare in tempo
reale accadimenti di vario genere, a volte da lui stesso
provocati, agendo come regista piuttosto che come autore.
L'artista ha sempre accompagnato la sua attività con
la riflessione teorica, pubblicando "Duchamp e l'occultamento
del lavoro" (1978) e "Fotografia e inconscio tecnologico" (1979).
Il suo lavoro è stato esposto alla Biennale di Venezia
(1972, 1980, 1993 e 1995) e in numerose mostre personali
e collettive tenutesi, fra l'altro, presso il Saint Peter's
College di Oxford (1967), la Neue Galerie di Graz (1973),
il Kunstmuseum di Hannover (1980), il Centre Pompidou di
Parigi (1981), il Museum Moderner Kunst di Vienna (1984),
la XI Quadriennale di Roma (1986), la Galleria Civica di
Modena (1987), il Palazzo delle Esposizioni di Mosca (1988),
il Museum of Art di Taiwan (1990), il P.S.1. di New York
(1999), il Centro per l'Arte Contemporanea di Varsavia (2001),
l'Istituto Italiano di Cultura di Praga (2004), lo Spazio
Oberdan di Milano (2007).
Biografia completa dell'autore
Testi critici del catalogo
L’opera
senza autore come anticipazione degli spazi virtuali collettivi
di Luca Panaro
Lo sguardo di Franco Vaccari
di Roberta Russo
Franco Vaccari
di Angela Vettese |
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Mostra Franco Vaccari. Opere
1955/1975
Sedi Palazzina dei Giardini, corso Canalgrande,
Modena
Fotomuseo Giuseppe Panini, via Giardini 160, Modena
Periodo 2 dicembre 2007 - 17 febbraio 2008
Inaugurazione 2 dicembre
2007
ore 11,30 Palazzina dei Giardini
ore 12,30 Fotomuseo Giuseppe Panini
A cura di Luca Panaro
e Roberta Russo
Organizzazione e Produzione
Fotomuseo Giuseppe Panini di Modena
Galleria Civica di Modena
Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
Preview per la stampa
venerdì 30 novembre 2007 ore 11,30
la conferenza stampa inizia nella sede della Palazzina dei
Giardini
e prosegue nella sede del Fotomuseo Giuseppe Panini.
E' previsto un servizio gratuito per il trasporto in navetta
Orari
Fotomuseo Giuseppe Panini
lunedì 15,00-17,00
martedì-venerdì 9,30-12,00; 15,00-17,00
sabato, domenica e festivi 10,00-13,00; 15,00-19,00
25, 26 dicembre, 1 gennaio 15,00-18,00
Orari
Palazzina dei Giardini
martedì-venerdì 10,30-13,00; 15,00-18,00
sabato, domenica e festivi 10,30-18,00
chiuso il lunedì
25, 26 dicembre, 1 gennaio 15,00-18,00
Ingresso gratuito
Informazioni
Fotomuseo Giuseppe Panini, via Giardini 160, Modena
tel. +39 059 224418 info@fotomuseo.it
Galleria Civica di Modena,
c.so Canalgrande 103, Modena
tel. + 39 059 2032911/2032940 - fax + 39 059 2032932
Ufficio
Stampa
Contesto - Contenuti per la Comunicazione
tel. +39 059 346318 stampa@contestoweb.com
Galleria Civica di Modena
tel. +39 059 2032883 galcivmo@comune.modena.it
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