HOME PAGE
MOSTRE
 
MOSTRE > Archivio Mostre > 2005
Obiettivo Montefiorino
Fotografie di Olimpio e Aldo Corti 1910-1975 (29 gennaio-6 febbraio)
A cura di:
Paolo Battaglia e
Claudio Silingardi

La mostra, realizzata dalle RFM in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena, Istituto Storico di Modena e Comune di Montefiorino in occasione del sessantesimo anniversario della Repubblica di Montefiorino, e qui interamente riallestita, si propone come il primo studio monografico sui fotografi di Montefiorino Olimpio e Aldo Corti, quest'ultimo autore di una stupenda serie di ritratti di repubblichini prima e di partigiani poi. Il lavoro dei Corti viene qui esplorato nella sua totalità, restituendo loro anche quella funzione di fotocronisti e documentatori del territorio di Montefiorino che hanno svolto in modo quasi esclusivo nel corso del Novecento. 75 fotografie ristampate dai negativi originali, donati da Aldo Corti al Comune di Montefiorino (che li ha depositati negli archivi climatizzati delle Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini) e 50 cartoline realizzate dal dopoguerra in poi con le foto dei Corti, collezionate da Giuseppe Panini.

Una tenda con fondale, una camera oscura portatile, una macchina fotografica "da viaggio": la fotografia arrivò sull'Appennino modenese verso la fine degli anni Settanta dell'Ottocento con il modenese Pellegrino Orlandini. Trent'anni dopo il giovane montefiorinese Olimpio Corti aprì la propria attività di fotografo ambulante di ritorno dalla Francia. All'inizio degli anni Venti Olimpio inaugurò la bottega di barbiere e fotografo in centro a Montefiorino e l'immagine del paese che Corti ci trasmette è sempre più legata all'iconografia fascista, ma non si ha l'impressione di essere di fronte ad un fotografo "in camicia nera". In quegli anni il figlio Aldo cominciò ad affiancare il padre nell'attività e l'arrivo della lotta partigiana non modificò l'attività dello studio fotografico: sia Olimpio che Aldo scelsero di non schierarsi, lavorando laddove venivano chiamati, fossero i committenti repubblichini o partigiani. Al periodo tra il 1943 e il 1944 risalgono alcuni ritratti di militi della Repubblica di Salò di stanza a Montefiorino realizzati da Aldo. Queste immagini suggerirebbero una grande familiarità tra i soggetti e il fotografo. Ciò che stupisce è che la stessa familiarità sembra esservi anche tra Aldo Corti e i partigiani che si trovò a fotografare tra la primavera del '44 e l'inverno del '45; vi è una perfetta continuità fra i due momenti, quasi che Corti fosse riuscito a raggiungere la pretesa obiettività del mezzo fotografico. Tutto ciò risulta ancor più sorprendente se si pensa che il 30 aprile 1944 Olimpio Corti venne ucciso per ordine di un comandante partigiano (quel Nello Pini tristemente famoso per i suoi eccessi). Il figlio non attribuì la responsabilità della morte al movimento partigiano, quanto piuttosto a motivi professionali: nella sua ricostruzione degli avvenimenti Pini sarebbe stato assoldato da un altro fotografo che volle così punire i continui sconfinamenti territoriali di Olimpio nella "sua zona". Ma questo non fu l'unico evento negativo. In occasione del grande rastrellamento tedesco di fine luglio 1944 fu distrutto il laboratorio dei Corti a Casola, con la conseguente dispersione di molto materiale fotografico.

Nella fotografia di Corti durante la Repubblica di Montefiorino prevale la dimensione del ritratto, singolo o di gruppo e tra queste foto sono individuabili alcune tipologie o elementi ricorrenti sui quali va fatta una riflessione: si tratta di giovani ai quali la guerra ha rubato la gioventù e che possono finalmente esprimere il proprio desiderio di libertà. Al tempo stesso, grazie ai percorsi di formazione politica e culturale, a questi ragazzi non manca il desiderio di dare di sé una rappresentazione di autorità e forza. Ma da queste immagini traspaiono anche miti giovanili spesso legati alle letture d'avventura e al cinema e accanto alle classiche foto in posa ritroviamo foto più serene dove ad essere ostentati non sono le armi, ma strumenti musicali e cibo.

In occasione della mostra verrà riproposto il catalogo a colori, contenente una selezione delle migliori fotografie e cartoline, corredate dai testi di Paolo Battaglia e Claudio Silingardi.

© Copyright 2006 Fotomuseo Giuseppe Panini