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Obiettivo Montefiorino
Fotografie di Olimpio e Aldo Corti 1910-1975
(29 gennaio-6 febbraio) |
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A cura di:
Paolo Battaglia e Claudio Silingardi
La mostra, realizzata dalle RFM in collaborazione con Fondazione
Cassa di Risparmio di Modena, Istituto
Storico di Modena e Comune di Montefiorino in occasione
del sessantesimo anniversario della Repubblica di Montefiorino,
e qui interamente riallestita, si propone come il primo studio
monografico sui fotografi di Montefiorino Olimpio e Aldo Corti,
quest'ultimo autore di una stupenda serie di ritratti di repubblichini
prima e di partigiani poi. Il lavoro dei Corti viene qui esplorato
nella sua totalità, restituendo loro anche quella funzione
di fotocronisti e documentatori del territorio di Montefiorino
che hanno svolto in modo quasi esclusivo nel corso del Novecento.
75 fotografie ristampate dai negativi originali, donati da Aldo
Corti al Comune di Montefiorino (che li ha depositati negli
archivi climatizzati delle Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe
Panini) e 50 cartoline realizzate dal dopoguerra in poi con
le foto dei Corti, collezionate da Giuseppe Panini.
Una tenda con fondale, una camera oscura portatile, una macchina
fotografica "da viaggio": la fotografia arrivò
sull'Appennino modenese verso la fine degli anni Settanta
dell'Ottocento con il modenese Pellegrino Orlandini. Trent'anni
dopo il giovane montefiorinese Olimpio Corti aprì la
propria attività di fotografo ambulante di ritorno
dalla Francia. All'inizio degli anni Venti Olimpio inaugurò
la bottega di barbiere e fotografo in centro a Montefiorino
e l'immagine del paese che Corti ci trasmette è sempre
più legata all'iconografia fascista, ma non si ha l'impressione
di essere di fronte ad un fotografo "in camicia nera".
In quegli anni il figlio Aldo cominciò ad affiancare
il padre nell'attività e l'arrivo della lotta partigiana
non modificò l'attività dello studio fotografico:
sia Olimpio che Aldo scelsero di non schierarsi, lavorando
laddove venivano chiamati, fossero i committenti repubblichini
o partigiani. Al periodo tra il 1943 e il 1944 risalgono alcuni
ritratti di militi della Repubblica di Salò di stanza
a Montefiorino realizzati da Aldo. Queste immagini suggerirebbero
una grande familiarità tra i soggetti e il fotografo.
Ciò che stupisce è che la stessa familiarità
sembra esservi anche tra Aldo Corti e i partigiani che si
trovò a fotografare tra la primavera del '44 e l'inverno
del '45; vi è una perfetta continuità fra i
due momenti, quasi che Corti fosse riuscito a raggiungere
la pretesa obiettività del mezzo fotografico. Tutto
ciò risulta ancor più sorprendente se si pensa
che il 30 aprile 1944 Olimpio Corti venne ucciso per ordine
di un comandante partigiano (quel Nello Pini tristemente famoso
per i suoi eccessi). Il figlio non attribuì la responsabilità
della morte al movimento partigiano, quanto piuttosto a motivi
professionali: nella sua ricostruzione degli avvenimenti Pini
sarebbe stato assoldato da un altro fotografo che volle così
punire i continui sconfinamenti territoriali di Olimpio nella
"sua zona". Ma questo non fu l'unico evento negativo.
In occasione del grande rastrellamento tedesco di fine luglio
1944 fu distrutto il laboratorio dei Corti a Casola, con la
conseguente dispersione di molto materiale fotografico.
Nella fotografia di Corti durante la Repubblica di Montefiorino
prevale la dimensione del ritratto, singolo o di gruppo e
tra queste foto sono individuabili alcune tipologie o elementi
ricorrenti sui quali va fatta una riflessione: si tratta di
giovani ai quali la guerra ha rubato la gioventù e
che possono finalmente esprimere il proprio desiderio di libertà.
Al tempo stesso, grazie ai percorsi di formazione politica
e culturale, a questi ragazzi non manca il desiderio di dare
di sé una rappresentazione di autorità e forza.
Ma da queste immagini traspaiono anche miti giovanili spesso
legati alle letture d'avventura e al cinema e accanto alle
classiche foto in posa ritroviamo foto più serene dove
ad essere ostentati non sono le armi, ma strumenti musicali
e cibo.
In occasione della mostra verrà riproposto il catalogo
a colori, contenente una selezione delle migliori fotografie
e cartoline, corredate dai testi di Paolo Battaglia e Claudio
Silingardi. |
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