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Immagini a contatto
Giovani Artisti in Archivio (ottobre 2003-marzo 2004)
a cura di Luca Panaro

Sabato 25 ottobre 2003, alle ore 17.30 inaugura, presso la sede delle Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini, in Via Giardini 160 a Modena, il primo appuntamento di Immagini "a contatto", un ciclo di mostre promosso in collaborazione con la Fondazione Cassa di Risparmio di Modena che coinvolge giovani artisti modenesi invitati a stabilire un "contatto" fra la fotografia storica e quella contemporanea. L'iniziativa si propone di creare un legame tra le immagini custodite presso le Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini e la creatività di giovani artisti appositamente reclutati in ambito locale. L'occasione della mostra nasce da una duplice volontà: avvicinare i giovani all'archivio fotografico, inteso come luogo di memoria nel quale scoprire le proprie origini; e dimostrare come l'arte contemporanea, confrontandosi con una realtà storica e conservativa come quella di un archivio d'immagini, possa aiutare a comprendere l'importanza di un patrimonio culturale tanto sottovalutato quanto inestimabile.
Protagonista dell'ultimo appuntamento di Immagini a contatto e padrino dell'iniziativa, sarà l'artista modenese Franco Vaccari che, nel 1970, fu tra i primi ad "esplorare" fotografie storiche, compiendo una specie di reportage all'interno delle immagini dell'archivio fotografico Orlandini, oggi custodite presso le Raccolte Fotografiche Modenesi Giuseppe Panini. Per l'occasione Vaccari presenterà inoltre il suo recente video "L'album di Debora".

Promosso in collaborazione con Fondazione Cassa di Risparmio di Modena
In collaborazione con Giovani d'Arte
ANTONIO MARCONI
L'ho fatto perchè!
25 ottobre-15 novembre 2003

Protagonista del primo appuntamento di Immagini a contatto è Antonio Marconi, che dopo un'accurata ricerca negli archivi delle Raccolte Fotografiche Modenesi, ha selezionato alcuni ritratti fotografici realizzati in passato a personaggi locali. Li ha contattati personalmente e ri-fotografati a distanza di anni, per poi affiancare le due immagini in un "dittico" titolato da uno slogan che riflette sulle ragioni che hanno spinto queste persone a porsi davanti all'occhio indiscreto dell'apparecchio fotografico. Infine, quasi si trattasse di una campagna pubblicitaria, il lavoro dell'artista, oltre alla normale fruizione in sede espositiva, vive per le strade di Modena invitando discretamente i passanti a confrontarsi con quel passato che solo la fotografia può testimoniare.
ELISA TURCHI
In memoria dell'archivio
6 dicembre 2003-6 gennaio 2004

Protagonista del secondo appuntamento di Immagini a contatto è Elisa Turchi, artista carpigiana da sempre attenta a quella dimensione di ricordo che rende l'immagine fotografica un oggetto d'affezione insostituibile. L'artista ha cercato con questo intervento, sulle raccolte fotografiche di Giuseppe Panini, di salvaguardare la parte più intima dell'archivio, quella più appassionante, fatta di scatole contenenti negativi su lastre di vetro, buste porta-pellicole, stampe fotografiche di ogni dimensione e tecnica. Tutto ciò rischia di scomparire. E' questo che l'artista vuole comunicare con il suo lavoro, intitolato per l'appunto In memoria dell'archivio. Il suo intervento fotografico è rivolto alla documentazione di quei piccoli contenitori di memoria dentro i quali Panini conservava le immagini.
LUCA LUMACA
It was better when it was worse
10-31 gennaio 2004

Protagonista del terzo appuntamento di Immagini a contatto è l'artista modenese Luca Lumaca, il quale sottopone alla nostra attenzione la fatidica frase "si stava meglio quando si stava peggio", che più volte avremo sentito dire da chi ormai ha qualche capello grigio in più di noi. Eppure questa frase continua a tramandarsi di generazione in generazione, i nostri nonni la citavano in dialetto, i nostri padri in italiano, le nuove generazioni potrebbero benissimo citarla in inglese. Il lavoro di Luca Lumaca sull'archivio è articolato in due interventi: una video proiezione sulla facciata delle Raccolte Fotografiche Modenesi ed un giornale a tiratura limitata (sfogliabile comodamente nella sala espositiva principale del museo) nel quale l'artista ha pubblicato diverse immagini storiche della città, contaminate da elementi caratterizzanti i giorni nostri, creando così un "contatto" fra passato e presente.
ANNA LISA BONDIOLI
001195
7-29 febbraio 2004

Protagonista del quarto appuntamento di Immagini a contatto è l'artista modenese Anna Lisa Bondioli. Affascinata dall'attività itinerante del patriarca della più rinomata dinastia di fotografi modenesi, la Bondioli, ripercorre le "tracce" fotografiche lasciate da Pellegrino Orlandini. Quasi un secolo e mezzo dopo, l'artista, ripercorre lo stesso tragitto intrapreso dal fotografo modenese nell'Ottocento munita di cinepresa Super 8. I luoghi immortalati nelle tante lastre fotografiche di Orlandini, rivivono così nel video della giovane artista. Accompagnate dai numeri d'inventario, queste suggestive riprese possono essere facilmente ricondotte alle fotografie originali che ne hanno ispirato il tragitto. Il suo lavoro ci permette di riscoprire la figura di un fotografo itinerante dell'Ottocento e tutta la "magia" che caratterizzava questo tipo d'attività.
ROCCO BIZZARRI
Senza titolo (non vedo nè cielo nè terra) 1976-2004
6-26 marzo 2004

Protagonista del quinto appuntamento di Immagini a contatto è l'artista carpigiano Rocco Bizzarri. Il suo intervento sulle Raccolte Fotografiche Modenesi, intitolato Senza titolo (non vedo nè cielo nè terra) 1976-2004, è composto di alcune fotografie scattate dall'artista nel 1976 quando aveva solo cinque anni. Foto che riemergono con prepotenza da quel mondo dell'infanzia nel quale oggi si possono riscoprire le prime tracce dell'attuale passione. Queste immagini sembrano però subire un processo d'ingrandimento che coinvolge non solo le dimensioni fisiche delle stampe, ma anche il significato delle stesse. Infatti, le fotografie di Bizzarri, nell'uscire dai cassetti dei ricordi, perdono la loro dimensione individuale per assumere un'importanza collettiva.

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