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1899 Vittorio Sella in Sikkim
(5 ottobre-29 novembre) |
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In collaborazione con
Fondazione Sella
La mostra presenta cinquantasei fotografie stampate da Vittorio
Sella (1859 - 1943) con diverse tecniche e in differenti formati,
dalle stereo 13x18 sino al classico 30x40, più alcune
straordinarie vedute panoramiche composte da 4 o 5 immagini
affiancate, realizzate dal fotografo biellese nel corso della
spedizione in Sikkim, regione indiana confinante con il Nepal.
L'ampia selezione di immagini, in gran parte inedite al pubblico,
dà conto in maniera esaustiva di quelli che furono
i momenti salienti della lunga e meticolosa ricognizione attorno
al gruppo del Kangchenjunga - terza montagna per altezza dell'Himalaya
- promossa e organizzata dall'alpinista e scrittore britannico
Douglas W. Freshfield in collaborazione con Vittorio Sella.
I componenti della spedizione giunsero a Darjiling in Sikkim
ai primi di settembre del 1899 e, attraverso la foresta tropicale,
si diressero alla capitale Gangtok, dalla quale raggiunsero
il ghiacciaio Zemu, dove posero un primo campo di alta quota.
Il sopraggiungere di forti e inattese nevicate, che tolsero
ai partecipanti alla spedizione ogni possibilità di
effettuare salite alpinistiche di rilievo, diede per contro
a Sella la possibilità di riprendere alcune memorabili
immagini del Siniolchum 6887m e del Kangchenjunga 8597 m.
La spedizione proseguì poi nella valle Lunga, dove
ammirò e studiò il versante nord del gruppo
del Kangchenjunga e da cui, attraverso il Jonsong-La, colle
di oltre 6300 m, passò dal Sikkim al Nepal. Terminato
il periplo del Kangchenjunga scendendone il ghiacciaio sino
alla valle di Kangbachen, il gruppo ritornò in Sikkim
attraverso il colle Tang-La, rientrando infine a Darjiling
dopo quasi due mesi di viaggio.
Il viaggio in Sikkim nel corso del quale Sella realizzò
350 immagini su lastre di vetro può essere considerato
uno dei momenti culminanti nella sua visione fotografica.
Dopo aver documentato per un decennio le Alpi, e dopo le tre
spedizioni effettuate nel Caucaso (1889, 1890 e 1896) e quella
in Alaska (1897), Sella ha ormai conquistato una padronanza
del mezzo fotografico che gli permette di andare ben oltre
la pura documentazione dei luoghi e delle genti. L'incontro
con la foresta tropicale e con le montagne battute dai monsoni
gli consente una eccezionale sintesi interpretativa che spazia
dalle atmosfere nebbiose allo sfolgorio della luce sopra il
limite delle nevi. L'accurata narrazione degli eventi lo porta
inoltre ad una interpretazione personale degli stessi che
evidenzia come sia ormai compiuta la maturazione dell'alpinista
nel fotografo capace di vedere e tradurre in immagini la propria
esperienza.
VITTORIO SELLA
Vittorio Sella nasce a Biella nella casa paterna all'interno
del Lanificio Maurizio Sella il 20 agosto 1859 da Giuseppe
Venanzio Sella e Clementina Mosca Riatel. Il padre, industriale
laniero e scienziato, aveva pubblicato nel 1856 il "Plico
del Fotografo", il primo trattato teorico-pratico di
fotografia in Italia. Dopo la morte del padre, avvenuta nel
1876, il giovane Vittorio riprende il materiale fotografico
da lui lasciato e si dedica con passione ad esperimenti chimici
e fotografici. L'interesse per la fotografia si fonde con
la passione per la montagna, trasmessa dallo zio, lo statista
Quintino Sella, fondatore nel 1863 del Club Alpino Italiano.
Al termine del periodo scolastico e del servizio militare
Vittorio Sella lavora nel lanificio di famiglia, di cui dirigerà
per una decina d'anni la tintoria. Nel medesimo tempo affianca
alla pratica dell'alpinismo la sua attività di fotografo
di alta montagna. Nel 1879 esordisce con un panorama delle
Alpi della vetta del Monte Mars. Dal 1880 al 1893 documenta
entrambi i versanti delle Alpi con l'apparecchio di grande
formato 30x40 e compie imprese alpinistiche di rilievo, come
la prima traversata invernale del Cervino nel 1882. Nello
stesso anno sposa la cugina Linda Mosca Riatel, da cui avrà
quattro figli.
Nel 1889, 1890 e 1896 intraprende tre spedizioni nel Caucaso
Centrale. La documentazione riportata e i risultati scientifici
ottenuti gli valgono la Croce di Cavaliere dell'ordine di
Sant'Anna conferitogli dallo zar Nicola II e il premio Murchison
della Royal Geographical Society di Londra. Nel 1899 compie
con l'alpinista inglese Douglas W. Freshfield ed il fratello
Erminio un viaggio di esplorazione intorno al massiccio del
Kanchenjunga in Sikkim. Accompagna Luigi Amedeo di Savoia
Duca degli Abruzzi nelle spedizioni in Alaska (1897), Ruwenzori
(1906) e Karakorum (1909).
Sella presenta le sue immagini in esposizioni nazionali e
internazionali, fra cui quelle annuali dell'Alpine Club di
Londra. Riceve premi e riconoscimenti, mentre le sue fotografie
fanno il giro del mondo. Vengono richieste per la preparazione
di itinerari e percorsi, per la compilazione di carte geografiche,
per illustrare libri e riviste, diventando punto di riferimento
per fotografi di paesaggio, in particolare di montagna, per
alpinisti, per viaggiatori e geografi, con cui Sella intrattiene
una assidua corrispondenza.
Dai primi anni del Novecento si dedica all'impresa vinicola
da lui fondata in Sardegna con alcuni congiunti, senza peraltro
tralasciare la cura del materiale fotografico nel suo laboratorio
a San Gerolamo. Non abbandona del tutto l'alpinismo, tanto
che a settantasei anni tenta ancora una scalata del Cervino
pur non riuscendo a raggiungere la vetta a causa di un incidente
ad una guida che lo accompagnava.
Muore nella sua casa a San Gerolamo, a Biella, nel 1943. |
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