Gli
Internati Militari Italiani nella Seconda Guerra Mondiale La provincia di Modena (24
gennaio-1 febbraio)
Operaio al lavoro alle lingottiere
nell'impianto vecchio
Mostra fotografica e documentaria
A cura di:
Paolo Battaglia e
Claudio Silingardi
La mostra fa luce su uno degli aspetti meno conosciuti della seconda guerra mondiale, cioè il destino dei sodati italiani catturati dai tedeschi al momento dell’armistizio dell’8 settembre 1943. Dopo tre anni di una guerra disastrosa, con gli anglo-americani sbarcati in Sicilia, il 25 luglio 1943 Mussolini è arrestato e il Re incarica Badoglio di formare un nuovo governo, che avvia trattative con gli anglo-americani per giungere ad un armistizio. Dopo due ore dall’annuncio radiofonico dell’armistizio, tutti i comandanti tedeschi ricevono la parola d’ordine “Achse”, con la quale devono dare inizio al disarmo immediato di tutti i militari italiani e alla loro cattura. Il governo di Badoglio e il re non ritengono possibile una resistenza armata, abbandonano il paese nelle mani della Wehrmacht e lasciano l’esercito senza ordine alcuno, fuggendo a Sud con l’unico scopo di garantire la continuità della Corona. L’8 settembre 1943 l’Italia ha alle armi approssimativamente 3.700.000 uomini. Ben 100.000 vengono disarmati e catturati dagli ex alleati tedeschi entro il primo giorno della proclamazione dell’Armistizio.
Con la collaborazione di: Associazione nazionale ex-internati,
sezione di Modena
Associazione nazionale combattenti e reduci,
sezione di Modena
Istituto Ferruccio Parri di Bologna.