Nella sede collocata in un edificio
storico del centro di Modena, i visitatori sono guidati lungo un triplice
percorso: quello storico-sociale che attraverso la documentazione
fotografica porta a ricostruire la vita sociale e gli avvenimenti
tipici di una città italiana dal 1870 ai giorni nostri; quello
storico-scientifico che accompagna i visitatori a scoprire le tecniche
fotografiche dai primi dagherrotipi fino al digitale attraverso la
ricostruzione di uno studio fotografico con le attrezzature originali
di inizio '900 per un suggestivo tuffo nel passato; il terzo percorso
è quello delle esposizioni temporanee di assoluto valore storico
e artistico, realizzate in collaborazione con altre istituzioni del
mondo della fotografia e dell'arte di tutta Europa.
Il nucleo della collezione conservata nel Fotomuseo conta oltre 200mila
fotografie firmate dai fotografi Orlandini e Bandieri che documentano
con dovizia di particolari ogni aspetto della storia di Modena dagli
ultimi decenni dell'Ottocento fino alla fine della Seconda Guerra
mondiale.
A documentare gli anni dal dopoguerra agli anni '80 gli archivi dello
studio fotografico Botti e Pincelli, affidati in custodia al Fotomuseo
dal Comune di Modena. Tra gli archivi conservati e consultabili nella
struttura quelli dell'artista Giuseppe Graziosi (affidato in custodia
dal Museo Civico d'Arte di Modena), del fotoreporter della Repubblica
Partigiana di Montefiorino Aldo Corti (affidato dal Comune di Montefiorino),
l'archivio D'Ami, una rassegna sull'aeronautica pionieristica che
precede la Grande Guerra e l'archivio fotografico della Provincia
di Modena, sia quello storico che quello moderno, comprese le fotografie
aeree. Da menzionare anche una delle più ampie collezioni italiane
di cartoline regionali, italiane e di carattere militare. |